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martedì, 25 marzo 2008
by Yuri_Gagarin @ 13:19 Houston?

Quelli che a ottobre 2007 sembravano 47 minuti si sono invece rivelati poco più di cinque mesi. E nonostante tutto mi sono sembrati pochi minuti sul serio... Mai astronauta è stato tanto sgangherato quanto il sottoscritto!

Tutto questo tempo è stato necessario per sospendere Apollo 18 e dare il via ad una nuova missione, le cui fondamenta sono state posate nel lontano 26 maggio 2007. Tra 1 minuto avrà inizio il conto alla rovescia per il lancio dello Sputnik 6, previsto per le 08:30 (ora di Stavanger, Norvegia) di mercoledì 26 marzo 2008. Vi invito a bordo, ma vi avviso da subito che non ci saranno assistenti di volo per servirvi. Cibo e bibite sono a spese vostre.

... 59, 58, 57, 56, 55, 54, 53, 52, 51, 50, 49, 48, 47, 46, 45, 44, 43, 42, 41, 40,  39, 38, 37 , 36, 35, 34, 33, 32, 31, 30, 29, 28, 27, 26, 25, 24, 23, 22, 21, 20, 19, 18, 17, 16, 15, 14, 13, 12, 11, 10, 9, 8 , 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1...

SPUTNIK 6
mercoledì, 17 ottobre 2007
by Yuri_Gagarin @ 00:47 Tanti problemi

Mother, do you think they'll drop the bomb?
Mother, do you think they'll like this song?
Mother, do you think they'll try to break my balls?
Mother, should I build a wall?


"Non riesco più ad appassionarmi alle cose come prima di Apollo 11; mi sento preda di un tedio terrestre che non sopporto, ma che sembro incapace di evitare" - Michael Collins, lato nascosto della Luna, luglio 1969

47 MINUTI
... a dopo.

"Continuate a parlare con me, ragazzi"
sabato, 18 agosto 2007
by Yuri_Gagarin @ 02:24 Tanti problemi

Cambio lavoro, voglio fare il pilota di mongolfiera.
QUESTA mongolfiera. Prima destinazione: Irlanda. Da lud_wing.
mercoledì, 25 luglio 2007
by Yuri_Gagarin @ 23:48 Tanti problemi



Il 20 luglio 2001 qualcosa si è fermato dentro di me, così come il cuore di Carlo in quella piazza con le aiuole basse, gli alberi, la chiesa con la sua inferriata e i negozietti tutto intorno. Qualcosa di me è rimasto lì dove la Genova di tutti i giorni passa pigramente. Sono passati sei anni da allora, e ciò che credevo fermo in verità non lo è mai più stato.
Per fortuna.

Eppure non c'ero quel giorno. Ero lontano, ero in California a volare. Avevo poche altre cose in testa. Una telefonata di mamma, arrivata di giorno quando a Roma era piena notte ha cambiato tutto. Le sue lacrime, la sua disperazione per le immagini che il Tg3 aveva trasmesso tutto il giorno mi hanno scosso. Ho acceso il computer, mi sono collegato sul sito online de laRepubblica e ho letto dell'uccisione di Carlo Giuliani, dei pestaggi da parte delle guardie (valle tu a chiamare forze dell'ordine), di questi fantomatici black block.  Ero sgomento. E al telefono faticavo a trattenere la frustrazione di mamma all'idea di non essere a Genova piuttosto che a casa da sola senza qualcuno con il quale sfogarsi. Il giorno dopo (mentre l'infame irruzione alla Pertini era in corso...) ho parlato di Genova ai miei amici in aeroporto e nessuno ne sapeva niente. "Ma come!" dicevo io "E' stato pure ucciso un ragazzo!" ma niente. Ero indignato. Ma mi ha sconvolto scoprire... di essere come loro! Fino al giorno prima non sapevo niente nemmeno io. Ora non più. Ora qualcosa so.


  • So che a Genova ci sono stato il 20 luglio 2002, a salutare Carlo. E l'emozione più grande è stata portare mamma! Che lì ha conosciuto e parlato con Heidi Giuliani, con il sottoscritto accanto. Bellissime, si stringevano le mani, le lacrime agli occhi e si parlavano sottovoce, tutto intorno musica e gente che balla, palloncini e tanti bambini. Cosa esattamente si siano dette non lo so. Avranno parlato di noi figli come solo le mamme sanno parlarne.
  • So che ci sono tornato da solo nel 2003 e nel 2004. Nel 2005 lavoravo ma da quel giorno, ogni volta che capito a Genova in aeroporto e mi fermo a dormire la notte, faccio un salto a dire CIAO! Prenoto l'albergo sempre vicino a Brignole per poterci arrivare a piedi. Ed ogni volta è un'emozione, sono lacrime, sono parole, sono memorie indelebili.
  • So che lì dove si è fermato lui alla fine sono partito io. Devo a lui le mie utopiche ma realistiche ambizioni di miglioramento, nei confronti di me stesso e di ciò che mi circonda. E al diavolo se suono retorico o illuso, ho bisogno di continuare ad indignarmi per non sprofondare. Forse sto lottando nelle sabbie mobili che prima o poi mi tireranno sotto. A volte mi viene da piangere pensando a come stiamo distruggendo tutto, vedi gli incendi di ieri in Puglia. Ogni cosa sembra fatta al contrario di come dovrebbe essere fatta. Poi in compenso leggo che alla nipote di Ligresti è stata negata la laurea honoris causa e un po' mi rallegro. Allora qualcosa VA per il verso giusto. E' un continuo botta e risposta: una cosa buona, una cosa cattiva. Eppure non bastano 999 cose buone per vincere contro una sola cattiva, capace magari di distruggere tutto il resto.
  • So che la verità NON STA NEL MEZZO, così come si è tentato di far credere negli anni, nel tentativo di cancellare la ferita provocata dai giorni di Genova. Come per il 25 aprile, recentemente elevato a festa di fine di tutte le guerre. NO! Il 25 aprile festeggia la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazifascista. La Resistenza è stata uno dei momenti PIU' ALTI della storia del nostro paese. Ma tutto ciò è argomento per un altro post. Torniamo a noi. A Genova gli uni e gli altri, giovani manifestanti e giovani in uniforme militare, sono stati strumentalizzati, ridotti all'ennesima guerra tra poveri. Ma non accetto di credere che le cariche alle persone fossero motivate, così come tutte le violenze documentate da una montagna di video, fotografie, testimonianze, referti medici... Non accetto di vedere questi black block distruggere una città per creare un pretesto. NON ACCETTO di vedere i video di questi sedicenti devastatori in nero che si staccano e vanno a parlare con gli ufficiali dei carabinieri dei plotoni in altri punti della città, o di vedere le foto di loro asserragliati con altri militari sugli scalini di una delle caserme in città. La determinazione delle responsabilità è stata sottoscritta da quello stesso genere di Stato che ancora non ci ha detto chi ha deliberatamente abbattuto il DC-9 dell'Itavia a Ustica (tanto per dirne una...). A uccidere Carlo non è stato Mario Placanica. In verità ciò afferma una sentenza di quello stato di cui sopra, che a pensarci bene non merita la "S" maiuscola. Esiste, oppure è esistito, un altro Stato, questo di cui parliamo non merita la maiuscola. La famiglia Giuliani in primis ha detto fin da subito che loro non lo consideravano colpevole ma vittima degli eventi. Essi hanno solo chiesto di dire la verità riguardo a quei tragici momenti sul Defender.
  • So che le recenti rivelazioni sulle registrazioni telefoniche della notte dell'assalto alla Pertini vanno ad unirsi allo smascheramento della presunta sassaiola contro una macchina della Polizia in pattuglia sotto la scuola poche ore prima, al falso accoltellamento di Nucera accertato dal RIS di Parma, alle bottiglie molotov portate nella scuola ad arte dai più alti funzionari presenti sul luogo al momento (tutti promossi, strapromossi, premiati addirittura per il lavoro svolto!), al sequestro di mazze, picconi, e quant'altro all'interno della scuola, tutto materiale in verità prelevato dal cantiere presente nella scuola stessa e denunciato come rubato dall'impresario dei lavori il giorno dopo, ai verbali di fermo prestampati e falsificati dove il firmatario (se firmatario era realmente perchè tanti sembravano semplici scarabocchi) dichiarava di non volere assistenza legale, alle evidenti bugie e omissioni in sede processuale da parte dei funzionari graduati mandanti del blitz. E a chi chiede prove perchè non si fida dell'evidenza, seppur non suffragata da una fonte "ufficiale", offro questo elenco di cose, accertate da chi sta faticosamente investigando sui fatti di quella notte.
  • So tante cose. Le ho lette, le ho viste in televisione, le ho ricercate su internet, le ho ascoltate dalle persone. Sulle giornate di Genova si sa di tutto di più. Basta VOLERLO sapere e perderci del tempo. Tutto ciò che so mi perseguita, mi toglie il sonno, mi fa sentire esposto. Probabilmente non sono il solo a sentirmi così. Probabilmente suonerò anacronistico nell'attaccarmi ancora ad eventi di 6 anni fa, eventi ai quali io non ho partecipato. Eppure... eppure mi sembra giusto così. Eppure credo ancora che valga la pena indignarsi, vergognarsi, ribellarsi. E anche se inutile, fa sognare che si possa ancora salvare qualcosa.

E opporsi, con la calma propria di chi sa di avere ragione, di chi pensa. Fermo, mentre tutti intorno si agitano.
martedì, 12 giugno 2007
by Yuri_Gagarin @ 02:37 Tanti problemi



1. Un elicottero ti uccide velocemente, una donna impiega più tempo.
2. Per accendere un elicottero basta qualche interruttore.
3. Un elicottero non urla quando fai un touch&go.
4. Un elicottero non protesta se gli fai un'ispezione prevolo.
5. Gli elicotteri hanno i manuali d'uso.
6. Gli elicotteri hanno severissimi limiti di peso e bilanciamento.
7. Puoi volare un elicottero in ogni periodo del mese.
8. Gli elicotteri non si lamentano finchè qualcosa non va storto veramente.
9. Ad un elicottero non interessa con quanti elicotteri hai volato prima di lui.
10. Quando volate, tu e il tuo elicottero arrivate insieme sempre.
11. Ad un elicottero non interessa se guardi altri elicotteri, o se compri riviste di elicotteri.
12. E' normalissimo legare un elicottero con delle corde di notte.
13. Un elicottero non commenta la tua capacità di pilotaggio con altri elicotteri.

Invece, quando un elicottero improvvisamente diventa silenzioso, non è un buon segno. Proprio come le donne.
martedì, 05 giugno 2007
by Yuri_Gagarin @ 23:50 Tanti problemi

05 GIUGNO 1989

Vorrei non averlo visto così solo. Vorrei essergli stato accanto. Vorrei che avesse davvero vinto.

Ora lo vorrei incontrare. Per chiedergli scusa. Non mancherò più. Promesso.
martedì, 15 maggio 2007
by Yuri_Gagarin @ 11:41 Tanti problemi


Lunedì 14 maggio 2007, 0re 07:30 Decollo da Roma all'alba (delle mie facoltà mentali), a bordo il figlio del capo. La nostra destinazione è Alessandria. "Forse nel pomeriggio si fa un salto a Cuneo". Bene dico io, è sempre piacevole passare da quelle parti, ora più che mai per la presenza degli Alpini nel loro 80esimo raduno. Il volo d'andata è splendido: seguiamo tutta la costa da Tarquinia fino a Portofino, costeggiando la laguna di Orbetello, scivolando via al fianco di Piombino con l'isola dElba sullo sfondo, lasciandoci alle spalle le imponenti Alpi Apuane dalle parti di Massa, ammirando da una privilegiatissima prospettiva la bellezza delle Cinque Terre. Su Genova nervi cominciamo a risalire le Alpi Liguri dalle parti di Passo dei Giovi per sbucare in una pianura insolitamente limpida a causa del vento che soffia intenso dal giorno prima. Atterriamo in aeroporto ad Alessandria in meno di due ore. Il figlio del capo se ne va, resto io in piacevole compagnia degli amici dell'elisoccorso.

Ore 12:00. Mi telefona il figlio del capo: "Chiama il signor M. per farti spiegare bene dove atterrare a Sommariva del Bosco. Segue telefonata.

Signor M. - Venga pure senza alcun tipo di problemi. La piazzola è accanto al cimitero del paese, la usa anche la Protezione Civile.
Yuri - Sicuro che sia sgombra?
Signor M. - Sicuro!
Yuri - (pensa) mhhh... questo non ne ha la più pallida idea...

Il vento, intanto, si sta facendo più intenso. Oggi qualche pacca la prenderemo, soprattutto sulle Langhe dove sono tutte colline e il vento fa come gli pare e piace. Vabbè, preparo tutte le carte: fax da spedire ai Carabinieri di zona, agli enti aeronautici competenti per la zona, al sindaco. Serve più carta per muovere un elicottero... Però il bello di questo lavoro è proprio poter atterrare ovunque, e variare sui soliti 4 posti dove si va fa sempre piacere. Faccio la mia consueta ricerca con Google Maps per vedere dove mi andrò a infilare con le pale.

Benvenuti... a Sommariva del Bosco, provincia di Cuneo! Sono quasi 6.000 i sommarivesi, il C.A.P. 12048, il prefisso telefonico 0172.

Il riquadro a destra indica il famoso cimitero accanto al quale dovrò atterrare. Come si evince dall'ingrandimento la piazzola per elicotteri c'è ed è effettivamente sgombra (freccia 1). Ok, parto più tranquillo.

Ore 14:40. Decolliamo. Il vento rompe l'anima più di quanto mi sarei mai aspettato. Il figlio del capo mi aiuta a salvare da vomitata certa il malcapitato passeggero del giorno, alla sua prima esperienza in elicottero. Potrei azzardare che dopo quel giorno, costui non metterà più piede a bordo di un mezzo ad ala rotante in vita sua... All'arrivo comincio a sorvolare la zona. Sono forse cassonetti quelli che vedo occupare tutta la piazzola?! Eh sì... l'efficiente amministrazione comunale ha deciso bene di introdurre la raccolta differenziata e buttare tutti i vecchi cassonetti, i quali al momento giacciono abbandonati proprio dove io dovrei atterrare... Mi tocca appoggiare i pattini nel campo accanto, al fianco di un rimorchio per camion abbandonato (oggetto 2 nell'ingrandimento). Grazei Signor M., la sua parola è una garanzia!


Notare il mucchio di terra simil termitaio africano cosparso di fazzolettini usati... Delle decine di preservativi usati ho preferito tralasciare il dettaglio... Simpatici gli accostamenti cromatici dei vari cassonetti buttati: dal grigio-argento-acciaio al giallo passando per l'ecologically correct verde...


Il rimorchio abbandonato, arrugginito, con almeno due nidi di vespe attivi, appartenuto all'unico autotrasportatore di Sommariva, fuggito in Brasile qualche anno fa per manifesta incompatibilità con i suoi conterranei: gli davano dello zingaro, del vagabondo...


Autostrade e campi coltivati, il vecchio e il nuovo, il vintage e la modernità che si fondono in quel di Sommariva


Ortiche a perdita d'occhio, un boiler, ancora fazzolettini, ancora preservativi... Se la godono i sommarivesi, eh?! Bravi bravi... Due ore ho passato circondato dagli avanzi delle vostre accoppiate automobilistiche!


Inquietante scritta alle porte del cimitero del paese (che pochi minuti prima di decollare ospiterà un funerale che ci costringerà ad attendere prima di partire per non disturbare). Pronunciare tre volte RESURRECTURIS ad alta voce durante il decollo mi ha regalato un 10% di potenza in più al motore. E non avevo le scarpette rosse ai piedi.

TUTTO CIO' MI HA FATTO RIFLETTERE

Ho deciso di diventare pilota a 6 anni. Da allora e per tanto tempo chiunque incontrassi mi diceva sempre la stessa identica frase: "Visiterai il mondo con il tuo lavoro, sarai sempre in viaggio!". Sarà, ma mi puzza... E' vero, parto ogni giorno, capito in 2-3 aeroporti diversi ogni giorno. Parto sempre, ma non parto mai. Osservo gli altri spostarsi per le vacanze mentre io attendo ore per i miei passeggeri, che riporterò a Roma in serata o alla fine della settimana... Lud_wing e rispettiva Lei in Irlanda, Sir_Bissa a caccia di Santiago lungo il suo cammino, altri amici prima in Cornovaglia, poi 3 mesi nel sud-est asiatico, una cugina in Rwanda a lavorare, altri due cugini a studiare negli USA, amici a Porto Pico, altri sempre in Irlanda (il Gianluca cui fa riferimento lud_wing) sempre per lavoro, non prima di essersi sparato Messico, Iran, Israele...  Elistardust in Repubblica Dominicana... (la mia prossima tappa è Cavarzere, occhio!). Comprendete quanto possa essere frustrante arrivare in un aeroporto con l'illusione di aver viaggiato, incrociare mille ragazzi che partono per il Sud America e rendersi conto che quei 60 minuti di volo per arrivare da Roma a Firenze non sono un vero viaggiare. VISISTERAI IL MONDO, mi dicevano. Ora non mi convince più molto.

N.d.R. Qualsiasi riferimento a fatti realmente accaduti o persone realmente esistite è puramente casuale. Non sono stati maltrattati sommarivesi durante le attività.


mercoledì, 09 maggio 2007
by Yuri_Gagarin @ 10:00 Tanti problemi



69,00€ e la XL mi stava tutta attillata tipo costume maschile anni '30.

(E' la maglietta che veste stretto come qualunque indumento maschile che segue la moda di adesso...
SO BENE COSA PENSAVATE VOI CHE MI CONOSCETE. Cattivi! Mentitori!)

COMUNQUE ve la potete tenere. Per 10 la faccio stampare io.

TANTO LO SAPEVO GIA'!
martedì, 08 maggio 2007
by Yuri_Gagarin @ 12:13 Tanti problemi

Nonostante le mie rassicuranti parole, avete ancora paura?! Allora correte in libreria a comprare questo libro:



Patrick Smith è un pilota di linea americano da sempre appassionato di scrittura e fumetti. Da anni editorialista per la rivista online Salon.com, lo si può leggere in italiano in edicola sulle righe di Internazionale. In questo suo libro vi risponde ad alcune delle domande legate al mondo dell'aviazione apparentemente più banali ma alle quali pochi sanno rispondere. Io sono in attesa del secondo volume, perchè il primo l'ho già letto un paio di volte. Questo il suo sito internet personale.

E se le sue risposte non vi soddisfano, CHIEDETE A ME! Non sono un bravo scrittore e tantomeno un bravo pilota, ma posso tentare!
sabato, 05 maggio 2007
by Yuri_Gagarin @ 13:16 Tanti problemi

La notte scorsa un 737 della Kenya Airways si è schiantato poco dopo il decollo dall'aeroporto di Douala, in Camerun, uccidendo 105 passeggeri, 7 membri di equipaggio e i 2 piloti. Leggi qui la notizia. Si è parlato subito di aereo vecchio e di scarsa manutenzione ma il 737 aveva solo sei mesi di vita, che per un aereo sono praticamente nulla. Chi ha prenotato per Malindi?



Quanti di voi hanno paura di volare sui voli di linea? Difficile a dirsi. Conosco persone che lo ammettono candidamente e non sono mai riuscite a salire a bordo di un aereo, ne conosco altre che volano spesso e vivono momenti di terrore ad ogni decollo ed atterraggio. Altri, mio padre per esempio, volano settimanalmente dai primi anni 60 ad oggi e non si accorgono più nemmeno di cosa stanno facendo: per persone così un aereo vale tanto quanto un autobus, un treno, una nave, un'automobile.
Piuttosto, quanti di voi credete al celebre luogo comune secondo il quale "l'aereo è il mezzo più sicuro in assoluto, più sicuro dell'automobile stessa"? Vediamo di capirci qualcosa.


L'affernazione è (statisticamente) vera. Ogni secondo decollano decine di aerei in tutto il mondo e ne atterrano altrettanti senza conseguenze.  Si parla di un morto ogni due milioni di passeggeri trasportati. E' statisticamente più probabile il coinvolgimento personale in un incidente stradale. In tanti sono scettici di fronte a ciò perchè quello degli aeroporti è un mondo isolato, lontano dalla vita di tutti i giorni: notiamo solo una minima percentuale degli aerei che ci passano sopra la testa. Non siamo assuefatti alle notizie di incidenti aerei così come lo siamo a quelle degli incidenti stradali, che di vittime ne fanno ogni giorno. Così la notizia di un disastro aereo, che comporta necessariamente un numero di morti maggiore ai 2-3 di media degli incidenti stradali, fa notizia, ci colpisce. I giornali non contribuiscono a calmare le acque, con notizie roboanti su carrette del cielo e compagnie low-cost che risparmiano sulla manutenzione per tenere basso il costo dei biglietti.

Ma un pilota, di tutto ciò, cosa ne pensa?


Premessa: sono un pilota di elicottero, lo stipendio più alto che potrò mai raggiungere sarà quasi sicuramente più basso dello stipendio d'ingresso in Alitalia. Quando atterro negli aeroporti devo pensare a tutto io: rifornimento, tasse, passeggeri. Non ho una struttura di migliaia di persone che mi fa trovare tutto pronto, vassoietto dedicato del catering compreso (in aeroporto i piloti d'elicottero saranno sempre quelli che mangiano un panino al bar o sono seduti al self-service della Ciao). Io volo a bassa quota, devo fare lo slalom tra cavi, ostacoli, nebbia, maltempo, non posso volare a 35.000 piedi di altezza sopra la troposfera e al di fuori di qualunque fenomeno atmosferico. Non ci sono compagnie di pulizia, quando atterro pulisco da solo il plexiglass dai moscerini (o con il collega o con il tecnico) e passo l'aspirapolvere sulla moquette degli interni. In altre parole, appartengo ad un mondo parallelo dell'aviazione. EPPURE MI DIVERTO UN MONDO E FORSE PURE DI PIU'. Vedi precedente post per un riassunto.

Quindi?

  • in aereo provo fastidio perchè non vedo davanti, perchè non conosco il pilota, perchè non sono io stesso ai comandi. Rispetto agli elicotteri, mi sento al chiuso, in gabbia. Ed in fondo è così: se un incidente deve capitare, c'è poco che i passeggeri possano fare (fatalismo cosmico, legge di Murphy), ed io preferisco fare il pilota;
  • in aereo mi brucia il naso perchè soffro molto l'aria condizionata. Bevo tantissimo e sono continuamente al bagno o con il collirio omeopatico in mano perchè mi sento gli occhi secchi;
  • in aereo mi si tappa il naso durante le discese;
  • in aereo mi stranisce l'atterraggio: mentre in elicottero arrivi quasi fermo dove devi atterrare, in aereo no. Così quegli attimi passati a volteggiare sopra la pista in attesa che la portanza decada e l'aereo si appoggi a terra mi fanno sentire in balia degli eventi;
  • quando osservo un aereo di linea da fuori, mi domando come faccia a volare. E' una forzatura della natura;
  • sugli aerei moderni, vedi il 777 come esempio più lampante, le ali sono immense, lunghe e molto affusolate verso l'estremità. In caso di turbolenza la parte più sporgente si torce, verso l'alto e verso il basso. I test di collaudo evidenziarono al tempo una torsione massima di sette (7!) metri dal punto di riposo dell'estremità dell'ala di questo mezzo. Nonostante ciò, quando vedo l'ala ondeggiare su e giù, attendo sempre di vederla spezzarsi e separarsi dal resto del mezzo;
  • ETOPS, famigerata sigla che significa Extended-Range Twin-engine Operational Perfomance Standards. In parole povere? Un aereo con due soli motori può operare ad una distanza superiore a 60 minuti di volo da un luogo dove potrebbe atterrare in caso di emergenza. In soldoni, un biturina di linea è autorizzato ad attraversare l'oceano. Un tempo tale cosa era concessa solo ai quadrireattori come il 747 perchè in caso di problemi ad un motore ne restavano ben tre funzionanti. L'evoluzione tecnologica e gli interessi commerciali hanno cambiato tutte le carte in tavola. Per ridere si dice anche che ETOPS significhi Engines Turn Or Passengers Swim. Io ho paura dell'acqua, soffro più un'ora di traghetto che 12 ore di volo ma guardare dal finestrino dell'aereo e vedere solo oceano mi rende nervosetto. Figuratevi quando devo volare il mio elicottero in Sardegna o a Montecarlo...
  • in aereo mi guardo tanti film e mi piace il cibo che servono, soprattutto il paninetto con il burro!
  • in aereo ho sempre chiesto di vedere la cabina piloti fino al famigerato 11 settembre, quando hanno proibito le visite che, tanti anni prima, mi hanno convinto che da grande avrei fatto il pilota;
  • in aereo ho tempo per leggere, per ascoltare musica, per rilassarmi;
  • in aereo ci sono le hostess, ora assistenti di volo (ma hostess fa più fantasia erotica).



In compenso volare è pur sempre un'emozione. Ci permette di muoverci attraverso il mondo in poche ore. Ci offre occasioni prima impensabili. Le Low Cost sono poi una svolta, la democratizzazione del trasporto aereo. E non credete alle voci secondo le quali sarebbero meno sicure: ricordate sempre che hanno intaccato il monopolio decennale delle grandi compagnie aeree, hanno dato fastidio a tanti. Eppure spesso hanno flotte più giovani, personale più motivato e giovane. Che ti importa se poi pagate 10 EURI per un Mars e una Coca-Cola. intanto avete pagato la stessa cifra per il volo stesso. Oltretutto il meccanismo di guadagno delle compagnie aeree non è legato soltanto al costo del biglietto ma al coefficente di riempimento delle cabine. Esagerando, si potrebbe dire che si guadagna di più con un volo pieno venduto a 10€ a biglietto piuttosto che uno mezzo vuoto con i posti venduti a 400€ l'uno.

Quindi... TUTTI A BORDO! E sulla strada per l'aeroporto, guidate piano! E' lì che rischiate davvero.

Sempre vostro,
Ted Striker

P.S. Volete farvi una cultura? AirDisaster.com è la bibbia online degli incidenti aerei. Statistiche, cronache, registrazioni audio e video. Pochi scongiuri, eh?!
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